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Come smaltire i toner in ufficio: normativa e procedure

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Come si smaltiscono i toner utilizzati in ufficio? Ci sono specifiche normative e procedure da mettere in atto per operare in sicurezza e nel totale rispetto della legge?

Lo smaltimento dei toner esausti è disciplinato chiaramente nel D.Lgs. 152/06 da cui scaturisce un obbligo normativo per la gestione di questa specifica tipologia di rifiuto. Le aziende e gli uffici infatti non possono conferire cartucce e toner alla discarica comunale, né tanto meno, mescolarli con rifiuti di altra natura, bensì devono seguire un loro iter di cui bisognerà tenere accuratamente nota.

Il toner esausto dà infatti origine a un rifiuto di solito non pericoloso, ma non per questo da sottovalutare per la tutela della salute umana e dell’ambiente, per questa ragione andrà trattato con tutte le dovute precauzioni.

Scarica la procedura per lo SMALTIMENTO DEI TONER

Smaltimento toner esausti: scopri come fare

Per prima cosa la legge italiana stabilisce che ogni realtà titolare di partita iva debba gestire i toner esausti quale rifiuto di cui tenere traccia. Per questa ragione il primo passo è indubbiamente quello di dedicare loro un’apposita area di stoccaggio andando a destinare un contenitore sul quale segnalare chiaramente la natura di quanto in esso contenuto, oltre al codice CER di riferimento. Quest’ultimo è univoco e sarà indispensabile anche nel momento in cui si andranno a redigere i formulari di gestione del rifiuto per la presa in carico da parte del trasportatore/smaltitore incaricato. Secondo la normativa in vigore i due CER impiegabili per lo smaltimento di toner esausti sono:

  • CER 08.03.17* toner per stampa esauriti contenenti sostanze pericolose
  • CER 08.03.18 toner per stampa esauriti, diversi da quelli di cui alla voce 08.03.17.

Ogni azienda o ufficio, per operare nel rispetto delle normative vigenti, dovrà effettuare lo smaltimento almeno una volta ogni 12 mesi segnalando ogni carico e scarico del rifiuto all’interno del relativo registro, comune anche ad altri rifiuti speciali, che dovrà essere vidimato presso la Camera di Commercio competente. Tale registro dovrà essere compilato entro 10 giorni dalla produzione del rifiuto e dovrà essere conservato per i 5 anni successivi.

L’azienda, al momento di richiedere lo smaltimento del rifiuto, dovrà procedere contattando un trasportatore autorizzato che lo ritirerà previa compilazione del FIR (Formulario di Identificazione del Rifiuto), documento che andrà poi conservato per almeno 5 anni come stabilito dall’articolo 193, comma 2 del D.Lgs. 152/06. Il FIR si compone di 4 copie, l’originale, quella destinata al trasportatore, una per l’ente che si prenderà carico dello smaltimento e infine un’ultima che verrà nuovamente inviata al produttore del rifiuto con il peso verificato dello stesso. Questa documentazione rappresenterà la prova tangibile da presentare, in caso di controlli, per dimostrare il corretto smaltimento dei rifiuti da parte dell’azienda o dell’ufficio interessati.

Nel caso in cui si dovesse impiegare il CER 08.03.17, in quanto rifiuto speciale, necessiterà anche la gestione telematica attraverso lo sportello del Sistri. Trattasi di un obbligo sancito dalle normative vigenti per cui tutto quanto concerne sia l’aspetto del carico del rifiuto che la compilazione del FIR, dovranno avvenire anche telematicamente e non soltanto cartacea.

Anche i toner esausti smaltiti verranno poi presi in considerazione nella valutazione annuale dei rifiuti prodotti necessaria alla compilazione del MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale) da presentare poi alla Camera di Commercio.

Quello sopra elencato rappresenta il metodo corretto per lo smaltimento dei toner esausti. Nel caso in cui ciò non venisse rispettato sono previste sanzioni pecuniarie da 2.600 € fino a 15.500 € nel caso di rifiuti non pericolosi, mentre da 15.500 € a 93.000 € per quelli considerati pericolosi.

Scarica la procedura per lo SMALTIMENTO DEI TONER